Il 23 aprile in Turchia, e dove leggerne

Due cose succedono oggi in Turchia, anche se con un tono decisamente sommesso per via dell’emergenza Coronavirus. È il 23 aprile, e come ogni 23 aprile si festeggia la Giornata dei bambini e della sovranità nazionale. E siccome siamo nel 2020 si ricorda anche il centenario del parlamento turco. Se i conti non vi tornano, perché sapevate che la Turchia divenne indipendente nel 1923, avete ragione voi. Per ragioni che hanno a che fare con le vicissitudini della guerra d’indipendenza, il parlamento turco di Ankara è più vecchio della nazione stessa. Sia quel che sia, il 23 aprile è una data che ha una sua rilevanza, e lo dimostrano anche un certo numero di articoli a riguardo già usciti anche sulle edizioni in inglese della stampa turca.

Michael Sercan Daventry ha ripercorso sul suo blog—sempre molto interessante—cosa avvenne quando il primo parlamento della repubblica turca fu ufficialmente inaugurato. È una storia in cui giocano un loro ruolo una reliquia del profeta Muhammad che proprio reliquia forse non era, un sacrificio rituale e più religione di quanto pensare alla ‘secolarissima’ repubblica turca possa far immaginare. Aspetti se volete un po’ pittoreschi, ma che ci raccontano qualcosa di interessante, e in un certo senso inatteso, di quel giorno del 1920, quando ciò che rimaneva dell’Impero Ottomano in Anatolia era sotto occupazione straniera.

Daventry scrive anche di come “Erdoğan continui a bisticciare con l’eredità di Atatürk”, ma questo aspetto è certamente meno sorprendente per chi segue almeno un po’ le vicissitudini contemporanee del paese. In qualche modo ne scrive anche Zafer Yörük sull’edizione in inglese di Duvar. Yörük si concentra tuttavia anche sui ‘non detti’ del 23 aprile, su una crescente frattura tra kemalisti e islamisti in quegli anni e sul genocidio armeno, forse il più grande ‘non detto’ della storia della prima repubblica turca.

Nella sua rubrica per la versione inglese del quotidiano Hürriyet Yusuf Kanlı scrive di come ancora oggi sia necessario ricordare con gratitudine Atatürk e chi con lui aprì il parlamento, nonostante quell’era non tollerasse alcun dissenso. Sullo stesso quotidiano, Barçın Yinanç scrive che oggi il parlamento turco non sembra avere completamente perso la sua rilevanza, nonostante gli importanti cambiamenti intervenuti negli ultimi anni, con la trasformazione della Turchia in una repubblica presidenziale. Su Ahval Melissa Marschall e Saadet Konak Unal sostengono una tesi diversa, scrivendo che oggi i punti deboli che la democrazia turca ha storicamente manifestato non solo sono ancora presenti, ma “lo sono in misura maggiore”.

La festa dei bambini in Turchia

Celebrating National Holidays in Turkey: History and Memory. Un articolo scritto da Arzu Öztürkmen, e pubblicato qualche anno fa in New Perspectives on Turkey. Si concentra sulla storia e la memoria delle celebrazioni nazionali in Turchia. Se andate di fretta: a pgg. 67-69 si parla nello specifico della Festa dei bambini. Si legge (e scarica) qui.