Il disco di Ceyl’an Ertem è un atto di resistenza

Il disco di Ceyl’an Ertem è un atto di resistenza

È geografica la prima novità legata al nuovo album di Ceyl’an Ertem. Un passaggio di consegne tra uno studio nella zona di İzmir, sulla costa egea, e uno a Gaziantep, cinquanta chilometri dal confine con la Siria, dove la cantante ha registrato il suo nuovo Yine de amin (Spotify).

Parte da lontano l’idea di registrare altrove, dalla voglia di catturare un suono “vecchio”, quello sporco dei dischi anni Settanta di cantanti come Ajda Pekkan, tra le interpreti turche che da più tempo calcano i palcoscenici.

Un grande amore per la storia della musica turca. C’è questo dietro alla decisione di registrare dal vivo il suo nuovo progetto, Yine de amin, pubblicato lo scorso 10 febbraio (iTunes). E se di amore per i classici si parla, non si può ignorare il fatto che in questo disco ci sia anche un brano di Yıldız Tilbe, altra stella del firmamento locale.

“Un giorno prima dell’inizio delle registrazioni ci ha mandato una nuova canzone per questo album. Molto bella”, racconta Ceyl’an Ertem nel breve documentario (sottotitolato) pubblicato su YouTube dalla sua casa discografia, il ramo turco della Sony.

La stessa Yıldız Tilbe, autrice del brano arrangiato con Cenk Erdoğan, è la voce che cantava El Adamı, brano che una volta riarrangiato è diventato una cover di Ceyl’an nel suo lavoro precedente, Amansiz Gucenik, pubblicato nel 2014.

“Mentre arrangiavamo queste canzoni avevamo costantemente in mente il lavoro di Onno Tunç e Attila Özdemiroğlu”, spiega Ceyl’an Ertem. Due pesi massimi, compositori che molto hanno a che fare con la musica di Sezen Aksu, diva per eccellenza della musica in Turchia, o della stessa Ajda Pekkan.

Arrangiatori che in comune hanno anche un altro aspetto delle rispettive carriere: Onno fu uno degli autori di Sevince, il brano che la Turchia portò all’Eurovision nel 1978, Attila di Pet’r Oil, che due anni dopo sbarcava nella stessa manifestazione, cantata proprio da Ajda. Ma ci sono Mazhar Alanson, del trio pop MFÖ e Bülent Ortaçgil tra le fonti di ispirazione di Ceyl’an.

“È importante andare in luoghi trascurati e marginalizzati, in tempi in cui le bombe esplodono e le persone vengono uccise, in cui si diffonde il terrore e dire ‘hey, non è come pensate, qui la vita continua’”, racconta ancora Ceyl’an, spiegando meglio la scelta di registrare il suo Yine De Amin a Gaziantep.

Gaziantep che è vicina, e non solo geograficamente alla Siria, dove secondo dati pubblicati di recente dalle Nazioni Unite ci sono oltre 225.000 rifugiati e richiedenti asilo. La stessa dove, nell’agosto 2016, 57 persone rimasero uccise nell’attacco di un attentatore suicida a una festa di matrimonio.

Gaziantep dove si stanno girando le puntate di Hayat Köprüsü (Il ponte della vita), una nuova serie turca che proprio di una famiglia di rifugiati siriani parlerà (il prossimo anno) e a cui parteciperanno anche Angelina Jolie e Cristiano Ronaldo.


  1. Efsunlu Dünya
  2. Nilüfer
  3. Beni Öyle Bilme
  4. İnadına
  5. Esmer
  6. Sevmek Gerekli
  7. Korsan
  8. HiçbirŞeyimsin
  9. Kovdum
  10. İzin
  11. Bırak Kendini
  12. HiçbirŞeyimsin (Remix)

“Ad Antep o in generale nella parte orientale del Paese, le cose sono in subbuglio, è vero – dice Cenk Erdoğan – e molte persone ci hanno detto ‘Cosa state facendo? C’è l’Isis ad Antep, scordatevelo’. Non c’è nessun Isis per noi qui: ci sono suoni bellissimi, nella bellissima sala da concerti che vedete”.

Sala in cui è stato registrato anche il primo singolo estratto dall’album, Efunslu Dünya, di cui alcuni giorni fa è uscito anche il video ufficiale.

Efunslu Dünya è l’apripista di un disco finito di registrare mentre delle ragazzine morivano nell’incendio di un dormitorio per studenti ad Adana.

“Restiamo uniti – chiede Ceyl’an -, prendiamoci cura l’uno dell’altro, non temiamo di alzare la voce. Vorrei dire a quanti ora stanno ascoltando che sono inutili, fino a che stanno in silenzio. […] Lasciate perdere tutte le bugie dei politici e  continuate a essere testimoni della bellezza attorno a voi. Svegliatevi e spegnete la tv, spegnete la tv, spegnete la tv! Troviamo la guarigione l’uno nell’altro, questo è tutto ciò che voglio. E voglio dedicare questo album alle ragazze che abbiamo perso”.



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