Da qui parte il Dolmuş

DI ANDREA CORTELLARI

Se sei arrivato fino a qui è probabile che tu abbia scelto di ricevere la mia newsletter, in cui vorrei raccontarti qualcosa sulla Turchia. Benvenuto!

Se invece sei arrivato dai social, scorrendo la pagina trovi la storia di questa newsletter… e come abbonarti 😉

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Andiamo in ordine, ti va? Vorrei prima di tutto spiegarti che cos’è questa newsletter, per capirci fin da subito su quali sono le mie intenzioni, su che cosa vorrei raccontarti e che cosa invece non mi interessa.

Mi chiamo Andrea Cortellari, faccio il giornalista e mi interessa quello che succede in Turchia, per più di una ragione. Prima di tutto perché (anche) di questo Paese mi capita di occuparmi per lavoro e poi perché con la Turchia ho un legame particolare, che sarebbe troppo complicato e riduttivo provare a spiegare qui in poche parole. 

Infine perché, ma non da oggi, sta attraversando un periodo storico in cui se ne parla tanto. E penso sarebbe bene parlarne sì per le cose negative ma – e qui arriviamo al punto di questa newsletter, che ho chiamato Dolmuş, e tra qualche riga vi spiego anche perché – senza fermarsi alla superficie delle cose.

La newsletter si chiama dolmuş dunque, come i taxi collettivi che scarrozzano un po’ tutti dal Bosforo all’Anatolia. La Turchia, è vero, è punteggiata dagli aeroporti, da quello  dedicato all’ex primo ministro Ferit Melen a Van, a quelli di Istanbul, che portano il nome del padre della Turchia moderna, Mustafa Kemal, e della figlia adottiva, l’aviatrice Sabiha Gökçen. Ma è mediamente un Paese che ha anche le ruote ben piantate per terra. E proprio i dolmuş, i pulmini che fanno da “taxi” collettivi, sono uno di quei tratti che è impossibile non notare.

Le regole della newsletter

Usare i dolmuş è di solito piuttosto semplice. Si sale a bordo, si attende che il pulmino sia pieno o quasi e poi via. Si paga la somma dovuta all’autista e si scende arrivati a destinazione.

Questa newsletter che sto provando a fare funziona un po’ così. Qui non conta soltanto se il conducente c’è, ma se il mezzo è pieno (di storie). Altrimenti non si muove. Un po’ come i dolmuş, no?

Cosa prometto io

. Che vi manderò gratuitamente una mail con cinque link (non sei e non quattro. Cinque) ogni sabato mattina, con un testo non troppo lungo in cui ve li racconto un po’.

. Che non saranno solo Politica, Pallottole e Problemi, perché non sarebbe nulla di nuovo. E che se lo saranno proverò almeno ad aggiungere qualcosa di non già sentito. Perché sono il primo che si lamenta di quanto finiamo per guardare gli altri Paesi sempre un po’ da presbiti. E ogni tanto è importante anche cambiare le lenti, e vedere che cosa ci stiamo perdendo.

Che cosa vorrei da voi

. Innanzitutto che vi iscriveste  

. Poi tanti consigli e ancora più critiche. Questo perché so per certo che là fuori ci sono molte persone più sagge di me, pronte a bacchettarmi se sbaglio (e succederà, oh se succederà…). Per scrivermi c’è una mail: newsletter@andreacortellari.it. Per iscriversi quel modulo all’inizio della pagina.

Spero a presto, görüşürüz!

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In apertura di pagina una foto scattata dall’Akropol di Bergama, nell’estate del 2017.