Dal suo “inferno mentale” Kayra non ne esce benissimo. Ma può rifarsi

Doveva essere un antipasto, ma è risultata un po’ indigesta la prima porzione di Bütün Ayazların Ortasında, il nuovo album di Kayra. Sono tre le tracce che il rapper e beatmaker, ben noto nel panorama underground turco, ha pubblicato per Basemode Records, affiliata della Sony sotto la cui egida sono usciti negli ultimi anni molti degli artisti più in vista della scena locale.

Doveva servire da antipasto ma — a me quanto meno — la prima porzione di Bütün Ayazların Ortasında, nuovo album di Onur “Kayra” İnal, è risultata un po’ indigesta. Il rapper e beatmaker turco, ben noto nel panorama underground locale, è di ritorno con un progetto solista, ma se le precedenti puntate della sua carriera avevano regalato agli ascoltatori più di un brano decisamente valido, questa volta il risultato pare un po’ sottotono.

Kayra, che ha alle spalle un lungo percorso con il compagno Farazi e un ottimo album con il collettivo 90 Bpm, esce questa volta per Basemode Record, divisione della Sony turca sotto la cui egida sono stati pubblicati negli ultimi anni numerosi prodotti della scena rap locale. Esce con tre brani che fanno da apripista a Bütün Ayazların Ortasında. C’è Yol (Strada), c’è Çok Yaşlıyım (Sono molto vecchio) e c’è Kafamda Cehennem (L’inferno nella mia testa). Di quest’ultimo brano è stato realizzato anche un video dai tratti piuttosto bucolici, girato da Bedirhan Karakurluk. Il regista, che già aveva collaborato con Farazi & Kayra in passato, non è un nome nuovo per la scena hip-hop turca. Sua è anche la regia di altri progetti, firmati da nomi come Yener, o Ados.

La prima parte di Bütün Ayazların Ortasında ha le carte in regola. Funziona. C’è una produzione malinconica e retta da batterie piuttosto classiche, firmata di Radansa e Da Poet, quest’ultimo tra i beatmaker più in vista della nuova scena. Ci sono le rime di Kayra, che picchiano sulle battute giuste. Ciò che manca, in generale, sono un po’ quel “fattore sorpresa” che altrove aveva reso interessante la musica di Kayra, e quella sua abilità di consegnare agli ascoltatori storytelling ispirati e ben costruiti. Riuscirà il resto del disco a risollevarne le sorti?

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