Melike Şahin è “colpevole di amare”

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C’è un nuovo video che ho scovato oggi mentre sfogliavo una delle riviste online che consulto abitualmente e che mi ha piacevolmente sorpreso. Prima di tutto perché non ricordo di avere incontrato il nome della cantante, Melike Şahin, prima d’ora. E poi perché ci sono un paio di fatti collaterali piuttosto interessanti che hanno a che fare un po’ proprio con questo suo Sevmek Suçsa Suçluyum e un po’ con la storia personale di Melike.

Partiamo dall’inizio.

Questo non è il primo singolo che tira fuori. Prima c’era stato Deli Kan, nel novembre dello scorso anno. Ma a risentirlo ora capisco perché non avesse attirato molto la mia attenzione. Non è male, ma potrebbe essere un brano di Tuğçe Şenoğul, di Ceyl’an Ertem, o probabilmente di qualunque altra cantante turca non eccessivamente pop. Insomma, ben fatto, ma nulla di sconvolgente.

Diverso è questo secondo singolo, che ha un tono molto più giocoso e una mano piuttosto nota dietro, quella del regista franco-algerino di origine rom Tony Gatlif, che con Melike ha già lavorato per la colonna sonora del suo ultimo film, Djam. Gatlif, che è più conosciuto per pellicole come Gadjo Dilo o Latcho Drom, in realtà non disprezza nemmeno i video e aveva per esempio già realizzato quello di Beautiful Tango, della cantante marocchina Hindi Zahra. Qui ha scelto di girare nella stazione di Sirkeci, lo scalo ferroviario più importante di Istanbul, nella parte europea della città.

Ma venendo a Melike.

Classe 1989, una laurea in sociologia alla Boğaziçi, università tra le più prestigiose di Istanbul, lavora nella musica da quando era al terzo anno di corso, e quando ancora non avevo ottenuto il suo diploma aveva iniziato a girare come corista con i Baba ZuLa, in una serie di concerti che – a stare a quello si legge su di lei sul sito della Sony – l’hanno portata dal Messico all’Australia. Ma prima ancora in realtà cantava da soprano nel coro di musica classica del suo ateneo.

Con i Baba ZuLa, Melike è rimasta fino al maggio dello scorso anno. Abbastanza a lungo da avere per esempio il suo nome scritto nei crediti del loro album del 2014, 34 Oto Sanayi, come cantante ma anche come compositrice di alcune delle parole del disco. E a scavare bene si trova anche una collaborazione (Beni Yalniz Koma) con gli israeliani Boom Pam, conosciuti soprattutto per essere la backing band di Selda Bağcan, longeva stella del rock anatolico turco che negli ultimi anni è stata riscoperta anche dalla platea internazionale, tanto da arrivare a suonare su palchi come quello del Primavera Sound o del Burning Man.

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