Musica da Dolmuş, vol. #1 – Per scaldare i motori

“That boy always did love music
And he loves to travel”

Mi ricordo che un giorno, ormai un paio di anni fa, parlavo con un’amica di Istanbul, una che per la musica ha una passione più grande della mia, il che è tutto dire. Mi chiedeva quanto ne sapessi della musica in Turchia e con un filo di imbarazzo le risposi facendole sentire uno dei pochi brani che allora conoscevo.

L’imbarazzo era francamente giustificato, e no… preferirei non rendere pubblico il titolo della canzone al centro di quella conversazione. Vi basti sapere che io ne uscii piuttosto costernato e lei convinta della necessità di rieducarmi, musicalmente s’intende. Che poi in fondo essendo un’insegnante non è che le venisse complicato. Un paio di anni dopo posso dire di stare un po’ meglio e di avere un po’ più consapevolezza della materia.

Tutto questo pippone introduttivo è per presentarvi una serie di playlist mensili che accompagneranno la mia/nostra newsletter (se non sai della newsletter, clicca qui). Nel primo volume ci trovate una manciata di brani scelti dagli album più interessanti (sì, secondo me…) usciti finora quest’anno. Ah, l’ho chiamata Musica da Dolmuş.

Ora potete cliccare play

Islandman - Rest in Space

Iniziamo con un artista che ho scoperto piuttosto di recente. Islandman è finito nel mio radar proprio mentre scrivevo uno dei numeri di questa newsletter. 

All’anagrafe fa Tolga Böyük e la sua musica è un mix piuttosto riuscito di ispirazioni elettroniche e psichedelia anatolica. Insieme a VeYasin, un altro produttore che del miscelare musica turca e club ha fatto una sorta di missione, ha realizzato per Red Bull Tv un documentario per la serie Searching for Sound. Racconta della caccia ai suoni della tradizione, per dargli un nuovo volto, e lo trovate qui

Il suo ultimo progetto si chiama Rest in Space e lo ha pubblicato l’etichetta danese Music for Dreams.

Hayvanlar Alemi - Altın Serüvenler

Sempre a proposito di Red Bull, sull’edizione turca del sito il disco nuovo degli Hayvanlar Alemi (in realtà un best of) è segnalato tra quelli usciti da poco come uno di quelli a cui vale la pena dare un ascolto.

Attivi ad Ankara da parecchio tempo, si definiscono una band di folk rock psichedelico e in passato hanno ottenuto qualche recensione piuttosto positiva anche a livello internazionale (New Band of the Day, The Guardian).

Aventures in Addis, la canzone che trovate nella playlist di questo mese, è l’unico inedito dell’album.

Ezhel - Müptezhel

Ezhel - Müptezhel (album cover)

Da Ankara arriva anche Ezhel, o Aïs Ezhel se lo ascoltavate prima di un tot fa. E per capire che è della Capitale basterebbero le due cifre nel suo handle di Twitter: @ezhel06, come sulle targhe delle auto. Geceler è l’ultimo singolo estratto da un album, Müptezhel, che a dispetto dei suoi rasta ha molto poco della Giamaica e molto dello stesso sound che non sarebbe difficile trovare in uno dei molti nuovi talenti della trap italiana.

Yasemin Mori - Estrella

Un po’ più difficile da collocare è Yasemin Mori, che con Estrella è arrivata al suo quarto album in studio in dieci anni, senza riuscire a farmi decidere se la sua musica mi piaccia o meno.

Mi piaceva di sicuro la sua vecchia Nolur Nolur Nolur, mi piacicchiava qualcosa del suo ultimo album, non mi dispiace di questo nuovo Satsuma, brano piuttosto radiofonico e tutto sommato però poco simile a lei, di solito molto più sopra le righe. Fiondarsi a cercare per credere.

Cem Karaca - Merhaba Gençler

Cem Karaca è invece un artista che non ha bisogno di molte presentazioni. È considerato uno dei padri del “rock anatolico” e questa mese ricorreva l’anniversario della sua morte.

Nel 2018 è uscito un album di cover che coinvolge un buon numero di artisti, alcuni anche piuttosto validi. Se chiedete a me, il risultato finale non è malissimo, anche se son sempre cover, alcune delle quali non tengono bene testa agli originali.

Tra le tracce c’è anche Islak ıslak, una canzone di metà anni ’90 che Mehmet Erdem fa sua molto bene. Su Mehmet, Re-Orient ha scritto un profilo che vale la pena leggere.

Farazi - 90 Günleri B.2

Tutt’altro genere è quello di Farazi. Metà del progetto Farazi v Kayra e una parte importante del supergruppo 90 Bpm, è a mio avviso tra i produttori hip-hop migliori della nuova generazione turca. 

Molto legato al suono della East Coast americana degli anni Novanta, quello che gli appassionati chiamano “boom-bap” e che ha fatto scuola per tanti, ci si rifà senza essere troppo una fotocopia dei mostri sacri del genere. 

90 Günleri B.2 è una collezione piuttosto recente di strumentali.

Nova Norda - Çıktım Bi Yola

Nova norda è un po’ la wildcard di questa playlist. Nel senso che di lei so molto poco e a giudicare dal numero di like sulla sua pagina Facebook non è neppure troppo colpa mia. Detto questo il suo primo singolo non mi dispiace, e dunque eccolo qui. Ce n’è anche un secondo, Dinozorlar, ma questo Çıktım Bi Yola​ mi pare più interessante.

Fazıl Say - Nazım Oratoryosu

L’ultima traccia è un po’ una bonus track, tratta dal Nazım Oratoryosu del compositore e pianista Fazıl Say.

La musica è classica, le parole altrettanto: sono quelle di Nâzım Hikmet, peso massimo della poesia turca. “Vatan Haini” è un’invettiva contro chi definiva Hikmet un traditore della patria, portata con l’attore drammatico Genko Erkal sulla scena incredibile del teatro antico di Aspendos.