Due cose sulla “auto nazionale turca” di Erdoğan

Numero #1

Non è il primo tentativo della Turchia di dotarsi di un’automobile “autarchica”. La prima fu prodotta nel 1961, da persone che fino a quel momento non lavoravano nell’industria automobilistica, su input del presidente Cemal Gürsel, generale a capo della giunta che aveva rovesciato il governo di Menderes.

Ne furono realizzati soltanto quattro prototipi e non arrivò mai alla produzione di massa. Si chiamava Devrim, che in turco poi vuol dire Rivoluzione, e su quella storia il regista Tolga Örnek ha girato un film quasi dieci anni fa. Si chiamava Le auto della rivoluzione (Devrim Arabaları).

Il prototipo della Devrim fu testato in pubblico il giorno della Festa della Repubblica, quando Menderes era già stato condannato e impiccato.

Numero #2

Rahmi Koç e Umberto Agnelli all'inaugurazione dello stabilimento Tofaş
Rahmi Koç e Umberto Agnelli all’inaugurazione dello stabilimento Tofaş

In quello stesso decennio le cose per l’industria automobilistica turca cambiarono parecchio. Tra le altre cose avrebbe aperto i battenti nel 1971 la fabbrica della Tofaş, joint venture costituita nel 1969 tra Fiat e la famiglia Koç, tuttora tra i nomi principali dell’imprenditoria turca, e che produce su licenza una serie di modelli del marchio italiano nella città di Bursa.

Della Tofaş un paio di anni fa finì a parlare in Italia anche la stampa generalista, per via di una serie di scioperi nel settore che per un periodo paralizzarono l’industria automobilistica.

(Addendum: il sindaco di Bursa – ma non solo lui – ha appena rassegnato le dimissioni. È una storia che dovreste leggere).


Foto: Devrimarabasi.com – Tofaslilar.org



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